www.studifilosofici.it

 

 

 

 

 

Giorgione

Tre filosofi

1509 

Kunsthistorisches Museum

Vienna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sui Tre filosofi e su vita e opere di Giorgione: http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=957.

Questo celebre quadro di Giorgione rappresenta «una sorta di precipitato di tutti i motivi geometrici, esoterici, religiosi attorno a cui è concresciuta l'aura che da sempre accompagna l'indefinibile sapere della filosofia», con le parole di Franco Marcoaldi a commento del saggio di G.F. Hartlaub su Il simbolismo dei Tre filosofi di Giorgione (appendice al Dizionario delle opere filosofiche di Franco Volpi, Bruno Mondadori, Milano 2000. Cfr. l'articolo di F. Marcoaldi, «La filosofia vista all'opera», la Repubblica, 7-5-2000).

 

 

Benvenuti in questo sito di studi filosofici

promosso dall' Istituto Lombardo per gli Studi Filosofici e Giuridici (presso Società Umanitaria , Via Daverio n.7 e Via S.Barnaba 48, 20122 Milano, Tel. 02/5796831)

Per informazioni, domande o proposte di contributo a questo sito, scrivete all’indirizzo di posta elettronica:

 

1) filosofia della politica

2) filosofia del lavoro

3) filosofia della natura e del paesaggio

4) filosofia della previsione/predizione

Su ciascun tema proponiamo sinteticamente le seguenti riflessioni:

1) Filosofia della politica. Nel corso del ventesimo secolo la democrazia rappresentativa ha conosciuto le due grandi sfide contro opposte ideologie autoritarie: quelle che possono essere definite del fascismo storico e del socialismo reale. Ma all'inizio del nuovo secolo si ripresentano i problemi che il sistema democratico aveva già affrontato all'inizio del secolo precedente, e che tuttora non si possono considerare superati. E' una sorta di "ritorno alle origini", dove si ripropongono quei nodi non sciolti che sono stati la causa fondamentale delle varie crisi dei moderni sistemi liberaldemocratici. In particolare, l'impostazione degli interventi presentati su queste pagine dal prof. Giorgio Galli vuole evidenziare come decisivi i due nodi rappresentati dalla tradizione (alveo di quelle che Galli definisce "culture alternative"), da un lato, e dalla tecnologia, soprattutto comunicativa (Internet ne è l'ultimo, più appariscente paradigma), dall'altro. Diviene così essenziale il rapporto che il quadro istituzionale, emerso dalle rivoluzioni borghesi moderne, riesce a instaurare con questi due elementi fondamentali che possono rappresentare, da un lato, risorse di senso e di ragionevolezza, capaci di far progredire le società democratiche; ma dall'altro lato anche potenziali energie catastrofiche, in grado di far saltare e distruggere il classico ma tuttora fragile quadro politico liberale (Lorenzo Giacomini).

2) Filosofia del lavoro. La nostra prospettiva di ricerca sui temi del lavoro propende verso una radicale riforma sociale e giuridica della prestazione lavorativa, che rimanga comunque nell'ambito di una concezione di liberalismo economico imperniata sull’idea di mercato, così come si è storicamente affermata nel mondo occidentale. Ma proprio all'interno del mondo economico si sono manifestati fattori che hanno reso sempre più precaria la prestazione lavorativa tradizionale. Il lavoratore non ha più sufficienti certezze su modi e tempi della prestazione, così come l'imprenditore è sempre meno in grado di poter fare assegnamento su risultati conformi allo scopo. Questa tendenza in atto produce effetti contrari a quanto le parti sociali richiederebbero: chi lavora vorrebbe conseguire una certezza di vita e valorizzare la propria professionalità, mentre chi dà lavoro vorrebbe contare su un’efficienza tale da poter battere la concorrenza. Per invertire la tendenza, bisogna promuovere un diverso incontro tra i due fattori della produzione, capitale e lavoro, così da permettere un nuovo equilibrio tra loro. Occorre cioè riportare il lavoro al mercato, facendo in modo che non sia assoggettato al capitale ma costituisca anzi un fattore autonomo capace di confrontarsi unitariamente, anche se organizzato in forme molto articolate, con il capitale medesimo. Il conseguimento di un simile obiettivo è possibile solo abbandonando  la logica salariale ,  dalla quale deriva in fin dei conti la mancanza di equilibrio effettivo tra i due fattori. La strada da percorrere è quella di valorizzare la professionalità, generalizzando il sistema retributivo basato sulla contrattazione di prezzi e tariffe: non del lavoro in sé dunque, ma dei risultati del lavoro, opere o servizi che siano. Si tratta dunque di sostituire alla prestazione lavorativa subordinata quella autonoma, singola o associata, consentendo così l'imprenditorializzazione del lavoro e un processo di accumulazione anche a favore del fattore lavoro. E’ necessario sostenere lo sviluppo di categorie professionali e di un esteso movimento cooperativo, destinato a organizzare ed esaltare l'attività lavorativa e la professionalità collettiva nell'ambito di una forte solidarietà. Questo indirizzo di studio tenta di porsi in una nuova prospettiva di fronte al problema lavoro, sia rispetto alle esigenze della produzione sia rispetto ai bisogni di chi lavora, non senza ricordare che - secondo l'insegnamento di Hans Jonas - viene prima di tutto la salvaguardia del contenuto etico del lavoro (Mario Giacomini).

3) Filosofia della natura e del paesaggio. Ogni paesaggio, ha scritto Martin Schwind ,  è come un’opera d’arte ma molto più complessa: un pittore dipinge un quadro, un poeta scrive una poesia, ma tutto un popolo crea un paesaggio, che costituisce il serbatoio profondo della sua cultura e "reca l’impronta del suo spirito". Paesaggio è il luogo particolare al quale apparteniamo. Parliamo di paesaggi , perché "il" paesaggio in senso astratto non esiste, come ha suggerito Georg Simmel ,  il primo a trattare di una Filosofia del paesaggio all’inizio del nostro secolo. Ogni cultura instaura il suo rapporto con la natura, creando luoghi con determinati caratteri, attraverso diverse poetiche: luoghi divenuti di conseguenza lo specchio della storia, della cultura e della società che li ha promossi. Documenti della natura e della storia, i paesaggi sono ambiti complessivi della vita umana: ciascuno con la propria peculiarità, espressione di una data libertà. La formazione di un popolo è connessa al suo paesaggio, alla totalità dell’immagine del proprio mondo "afferrata" dalla contemplazione. Tra popolo e luogo il legame è stretto e vitale, etico. Il paesaggio è lo spazio dove si "legge il mondo" nella sua complessità. Ogni momento storico può essere individuato nel paesaggio, luogo che accoglie la relazione tra l’uomo e la natura e rispecchia il cosmo: è il risultato irreversibile di un movimento continuo di trasformazione, risalente alle origini stesse del territorio. La storia delle forme del paesaggio – ha scritto Rainer Maria Rilke – sarebbe "un compito che impressiona per la novità e la profondità inaudite". Ogni paesaggio è natura trasformata dall’uomo nel corso della storia; ma è concettualmente ben differente dalla natura , con la quale viene spesso confuso. La natura, in sé e per sé, non è altro che la vita spontanea, l’esistenza delle cose per se stesse, secondo leggi necessarie: come unità di una totalità, la natura non ha parti, è priva di contorni. Ciascun paesaggio, al contrario, necessita di delimitazione e deve essere compreso in un orizzonte momentaneo o durevole: è un rilievo individuale e caratteristico rispetto all'unità indissolubile della natura. In ogni paesaggio c’è il nostro passato e il nostro presente, da tramandare alle generazioni future con sentimenti di rispetto e di tutela. Occorre una visione globale della vita e dell'ambiente, come scenario della storia all'interno del rapporto natura-cultura: una visione del mondo che riconduce l'uomo al sentimento responsabile della conservazione del paesaggio, come ambito complessivo della vita. Formare la coscienza paesaggistica è compito quanto mai urgente. La migliore tradizione paesaggistica è quella storico-teorica ricca dei contributi estetico-filosofici di Georg Simmel , Karl Kerényi , Joachim Ritter e Rosario Assunto, per citare i nomi più noti. Sulla scia di questa tradizione le Università, in sintonia con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con l’intera società civile possono elaborare i migliori strumenti necessari alla formazione di una autentica coscienza paesaggistica (Massimo Venturi Ferriolo).

4) Filosofia della previsione/predizione. La nascita della scienza moderna si è fondata sulla separazione della cultura scientifica dalle altre culture, in particolare da quella mitico-religiosa, nonché sull'individuazione di un peculiare tipo di previsione sperimentale, differenziata da tutte le forme tradizionali di predizione. Ma nella più recente evoluzione della scienza si evidenzia un superamento di questa connotazione "separata" del pensiero scientifico sia perché, da un lato, nuove teorie e correnti scientifiche richiamano in vita, in forme completamente nuove, idee chiave e principi basilari delle concezioni prescientifiche o addirittura mitologiche della natura; sia perché, dall'altro lato, gli stessi protagonisti di questa evoluzione e rivoluzione (grandi scienziati contemporanei come Ilya Prigogine , per fare un solo nome che li rappresenti tutti) sentono fortemente l'esigenza di una presentazione ed esposizione della scienza non soltanto in forma matematico-astratta ma anche in forma di pensiero filosofico che possa entrare nel circuito comunicativo generale della cultura umana. I due antipodi di questo percorso storico, dalla predizione alla previsione, sembrano così avvicinarsi in una nuova immagine unitaria del sapere, dove la cultura alimenta l'innovazione scientifica e quest'ultima dà nuova sostanza a idee che hanno una lunga tradizione: di questa nuova immagine era peraltro già rappresentante uno dei capostipiti della scienza moderna, il matematico e pensatore esoterico Isaac Newton (Lorenzo Giacomini).

Pubblichiamo come esordio alcune pagine che vogliono delineare un profilo delle ricerche storico-politiche di Giorgio Galli e di quelle storico-estetiche di Massimo Venturi Ferriolo, Lorenzo Giacomini ed Eugenio Pesci, inaugurando così il primo e il terzo capitolo di questo sito. In seguito proporremo analoghi approfondimenti degli altri indirizzi di ricerca, componendo man mano il quadro degli "studi filosofici" proposti all'attenzione e all'intervento dei lettori. Il sito ospiterà anche una dettagliata pagina di links a siti filosofici e culturali, e anche a siti che possono fungere da "motori di ricerca" nel nostro campo. Per ora indichiamo solo alcuni indirizzi di siti di particolare interesse:

VIRGILIO  Filosofia  

ALTAVISTA-Italia  Filosofia 

superEVA Filosofia e tempi moderni 

Istituto Italiano per Gli Studi Filosofici  

Sito Web Italiano per la Filosofia  

Sito Web Italiano per la Filosofia: servizio FOLDOP, il Dizionario Filosofico Online dello SWIF

Storia della filosofia contemporanea Università di Milano  

magazzinodifilosofia   

Spazio filosofico  

Chora - Laboratorio studentesco di scrittura filosofica e filosofia della scrittura  

 

Informazione filosofica  

 

Rescogitans  

Filosofia in Italia  

UOMINI E IDEE on-line  

Filosofia italiana  

Risorse Filosofiche in Rete (Genova-Italy)  

Internet per gli Umanisti  

Voice of the Shuttle Philosophy Page  

 

Links alle altre pagine del sito:

Profilo biografico di Giorgio Galli

Scienza, democrazia, esoterismo: una "nuova alleanza" ? Intervista a Giorgio Galli di Lorenzo Giacomini

Giorgio Galli, Politica e New Age. William Blake & Internet

Massimo Venturi Ferriolo, Paesaggi. Progetto di un mondo umano

Lorenzo Giacomini, L'inspiegabile montagna. Radici di una strana passione

Eugenio Pesci, Paura e desiderio. Leonardo da Vinci, le montagne e la memoria minerale del mondo